Scritto da Cristina Del Re
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13 Aprile 2010

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Cristina Del Re e l'installazione "C'il Eam Habbim" di Tobias Rehberger.

©cristina del re 2010
endstart e l'installazione "C'il Eam Habbim" di Tobias Rehberger.
Ho conosciuto i lavori di Tobias Rehberger nel 2007.
La mostra era On Otto, alla fondazione Prada, Milano.
C’era anche lui all’inaugurazione. Un operaio dell’arte, di quelli che piacciono a me, che non se la tirano come se fossero guru intoccabili.
Si trattava di un film-installazione. Coinvolgente. Lo spazio era stato organizzato per guardare un film dal suo interno, in ordine sparso. La scena del crimine, la sceneggiatura, il montaggio. Ambienti avvolgenti. Mi aveva colpito in particolare una sala con proiettate alle pareti immagini di attori famosi che guardano un film (“The Lady from Shangai” di Orson Welles).
Lo spettatore al centro della stanza guarda le proiezioni e diventa così attore esso stesso. Reagisce emotivamente e fisicamente alle immagini che vede. E cambia espressione a seconda del personaggio che sta osservando. Lo imita istintivamente.
Fino al 17 aprile 2010 la sua personale alla galleria Giò Marconi (Milano), Beat me!...
Questa volta le installazioni sono quasi tutte incentrate sulla figura emblematica di Michael Jackson, osservato in tutte le sue sfaccettature. L’opera che mi ha divertito di più è "C'il Eam Habbim" (2005). In una sala, una cabina di tiro a segno posizionata frontalmente all’ingresso di un’altra sala. Qui, il bersaglio si muove lungo delle rotaie, sotto forma di ibrido tra la testa di Michael e il corpo di Bambi.
Di seguito il comunicato stampa.