Finalmente il PAC di Milano concede qualche apertura serale.

Giovedì sera.

Ad accogliermi nel cortile due opere di grandi dimensioni che subito colpiscono la mia attenzione, nonostante il diluvio.

La mostra si apre con una frase di Zhang Huan scritta sul muro, che introduce il senso del lavoro dell'artista.

«Ashman è l'eroe che porto nel cuore, la personificazione di molti desideri e anime molteplici. Ashman sogna, sostiene la giustizia, definisce un nuovo ordine internazionale, persegue la pace per sconfiggere la guerra terroristica, interagisce con la Terra in maniera ecosostenibile, rende l'umanità più pacifica, più libera. Porterà a Milano una profonda, universale, armonia per l'umanità».

Ciò che mi colpisce di questo artista è la sua capacità di comunicare, attraverso le sue sculture, le performance, la pittura e la fotografia, un messaggio universale, positivo, importante, radicato nel pensiero buddista.

L'alternanza di vita e morte che fanno parte dell'esistenza, l'impermanenza di tutte le cose, il rapporto importantissimo e diretto tra l'uomo e l'ambiente che lo circonda. La pace.

Davanti al Berlin Buddha, rifletto sull'importanza di riuscire ad applicare tutti questi bei principi alla vita quotidiana e al valore di saper trasmettere questi principi.

Berlin Buddha è un'installazione di due Buddha di 3x3x3m posti uno di fronte all'altro, che si guardano.

Il primo è realizzato riempiendo di cenere d'incenso pressata, recuperata dai templi di Shanghai,  un calco in alluminio.

Il Buddha è destinato a sgretolarsi con il passare dei giorni, con le vibrazioni della metro, con il viavai di visitatori, ad indicarci la continua trasformazione della vita. L'impossibilità di vedere il Buddha, potenzialmente ognuno di noi, nella sua interezza.

Il secondo Buddha è il calco in alluminio ricorstruito di fronte al primo.

In mostra fino al 12 Settembre 2010, 42 opere con continui richiami alle origini dell'artista, alla cultura cinese, all'iconografia classica del suo paese unita alla ricerca di nuove forme espressive.

Per info e orari della mostra: PAC

Sito ufficiale dell'artista: zhanghuan.com

 

berlin buddha

foto: ©Cristina Del Re

 

 

Milano - Piazza Meda

Finalmente è ritornato al suo posto il sole di bronzo di Arnaldo Pomodoro, dopo essere stato spostato davanti al teatro Strehler per permettere la costruzione di box sotterranei in piazza Meda.

Con quasi tre anni di ritardo la piazza riprende le sembianze originarie, anche se al momento la bellissima scultura si trova ancora al centro di un cantiere.

 

 

 

 

 


©endstartphoto galleria giò marconi 2010. Installazione "C'il Eam Habbim" di Tobias Rehberger .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©endstartphoto

Cristina Del Re e l'installazione "C'il Eam Habbim" di Tobias Rehberger.


endstart alla galleria giò marconi. Installazione

 

 

 

 

 

 

 

 

 

©cristina del re 2010

endstart e l'installazione "C'il Eam Habbim" di Tobias Rehberger.

 

Ho conosciuto i lavori di Tobias Rehberger nel 2007.

La mostra era On Otto, alla fondazione Prada, Milano.

C’era anche lui all’inaugurazione. Un operaio dell’arte, di quelli che piacciono a me, che non se la tirano come se fossero guru intoccabili.

Si trattava di un film-installazione. Coinvolgente. Lo spazio era stato organizzato per guardare un film dal suo interno, in ordine sparso. La scena del crimine, la sceneggiatura, il montaggio. Ambienti avvolgenti. Mi aveva colpito in particolare una sala con proiettate alle pareti immagini di attori famosi che guardano un film (“The Lady from Shangai” di Orson Welles).

Lo spettatore al centro della stanza guarda le proiezioni e diventa così attore esso stesso. Reagisce emotivamente e fisicamente alle immagini che vede. E cambia espressione a seconda del personaggio che sta osservando. Lo imita istintivamente.

Fino al 17 aprile 2010 la sua personale alla galleria Giò Marconi (Milano), Beat me!...

Questa volta le installazioni sono quasi tutte incentrate sulla figura emblematica di Michael Jackson, osservato in tutte le sue sfaccettature. L’opera che mi ha divertito di più è "C'il Eam Habbim" (2005). In una sala, una cabina di tiro a segno posizionata frontalmente all’ingresso di un’altra sala. Qui, il bersaglio si muove lungo delle rotaie, sotto forma di ibrido tra la testa di Michael e il corpo di Bambi.

Di seguito il comunicato stampa.


I'M D+ è’ la settima edizione di sos design, un progetto non profit che ogni anno, attraverso una raccolta fondi dal mondo del design, sostiene associazioni onlus.

Quest’anno ne beneficerà il Reparto di Infettivologia dell’ospedale Sacco (HIV/AIDS) di Milano.

Durante il prossimo Salone del Mobile, dal 13 al 19 Aprile 2010 dalle 11 alle 22, presso la Triennale Bovisa, saranno messi in vendita i pezzi donati da famose aziende del mondo del design, a prezzi scontatissimi.

Tutte le info qui.

 


il mio preferito.


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